Jean Paul Gaultier 2013: Couture o Cosplay?

Sabato 29 Settembre 2013 alla Paris Fashion Week è “andata in onda” la Jean Paul Gaultier Spring/Summer 2013, a metà tra la videoproiezione di foto della Factory da Studio 54, un programma televisivo revival anni ’80 con sosia fake e la presentazione dei costumi di female impersonator e drag queen.

Jean Paul Gaultier sulla passerella della prossima Estate rivisita le più classiche delle icone queerGrace JonesAnnie LennoxDavid Bowie/Ziggy StardustMadonnaMichael JacksonBoy GeorgeJane BirkinMylène FarmerABBA e anche la raffinata Sade Adu.

Sarà il caso di parlare ancora di Couture o trattasi di un linguaggio travestito noto già ai costumisti di scena televisivi, teatrali e cinematografici?
La domanda è meno oziosa di quello che può pensarsi perché Jean Paul Gaultier questa volta non cita e non si ispira, nel classico gioco dei rimandi e delle letture che innescano un gioco tanto più divertente quanto più forzati sono i riferimenti, ma copia pedissequamente quasi come se la sfilata e l’intera collezione fossero un enorme campionato di Queer Cosplay.

Madonna

Annie Lennox

Boy George

Michael Jackson

Sade

David Bowie/Ziggy Stardust

David Bowie

 

"Madonne"

 

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Liborio Couture. Altaroma Luglio 2012. Dall’abito talare al corpetto.

IMA SUMMIS TRANSMUTATE

Liborio Couture

Alta Roma – 8 Luglio 2012

 

Valet ima summis  Mutare, et insignem attenuat Deus Obscura promens

La divinità può mutare l’infimo in sommo, avvilire chi è al vertice, mettendo in luce ciò che è oscuro.

Orazioni, Carmina, Liber I 34

Non è certo un caso che Liborio Capizzi si sia richiamato ad Orazio ma è certamente una perfetta descrizione di ciò che i suoi abiti raccontano: la metamorfosi della (considerata effimera) moda attraverso il riferimento al divino. Parimenti, la materializzazione del divino e la dissacrazione del sacro nel terreno (e “Dio solo sa” quanto la moda si terrena, nella sua veste scarna ed essenziale di abbigliamento).

Gli abiti di Liborio Couture rappresentati al Palazzo delle Esposizioni nel corso di AltaRoma, nella sera di domenica 8 luglio scorso, sono la sintesi perfetta di stoffe e paramenti sacri, di suggestioni estetiche, laboratorio di simboli ed immaginario religioso e di forme e modi contemporanei. Dal guardaroba prelatizio, dall’abito talare all’alta moda perfettamente indossabile, se si ha l’occasione di indossare un abito di Liborio Couture. Ex voto come gioielli e maschere a coprire forse l’eterno senso di colpa di un aspirare al divino di esseri troppo terreni.

Un omaggio a Roma, ai simboli di una città permeata di Vaticano, alle radici profonde della cultura del nostro paese, senza scadere in maldestri stereotipi da “bel paese” ma con tutte le ombre ed il senso a volte soffocante della cultura cattolica che tutto permea.

Lo stesso tono anche per la splendida cornice, nuda di marmi e fredda quanto una chiesa, ed il party che hanno coadiuvato alto e basso, sacro e profano, musica celestiale e dj- set contemporaneo, con Skin, grande amica ed interprete della moda di Liborio, e la presentazione di un video del visionario regista inglese John Maybury.

Grazie Liborio, per lo splendido spettacolo dei tuoi abiti e la serata.

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Massimiliano Zumbo: fashion designer ed illustratore sfila a Shangai.

I sogni delicatamente morbosi di un’adolescenza in controluce. Il segreto di un diario nascosto tra merletti e candido intimo con punte di bagliori che presagiscono un futuro dorato e pieno di promesse. A questo, alle atmosfere rarefatte di un caldo pomeriggio estivo, alle vergini suicide, intrise di cattolica accettazione, al mito dell’efebo e dell’eterno fanciullo. A tutto questo mi fanno pensare bozzetti e foto della prima mini-collezione di Massimiliano Zumbo, Fashion Designer e Illustratore – Graphic Designer per prodotti tessili.

Dopo aver collaborato come stilista per la capsule collection “Blossom Honey” di Baby Angel by Elio Fiorucci, la sua collezione personale dall’eleganza contenuta e eterea, arriva in Oriente. Tre outfit “couture” maschili che hanno recentemente sfilato a Shanghai al Marangoni Fashion Show per l’apertura della nuova sede orientale delle celebre scuola italiana di Design.

 

Marangoni fashion show, Shangai - Massimiliano Zumbo

Simona: I tuoi lavori parlano di una lettura “culturale” del sistema moda. Quali sono i concetti chiave che sorreggono la tua “visione” e le tue creazioni?
Massimiliano Zumbo
: Segreto, appunto. Nella storia del costume, la parola “segreto” è una trama invisibile che scivola e si muove sul corpo dell’erotismo e nelle sacralità. L’abito sacerdotale rende ancestrale il tema dell’erotismo, crea un unicum tra le sessualità e i generi, tutto appare uno, puro, erotico e colmo di grazie. Il concetto di segreto come dislocazione di questo principio stesso appare sulle superfici tessili, sull’abbigliamento, nel ricamo. Il ricamo specialmente è stato argomento di ricerca, dalla storia dei ricami rituali del paganesimo antico, nel mondo egiziano, nelle culture indigene africane fino al ricamo di corredo siciliano. Il ricamo è la sintassi di queste parole nude. Di questo silenzio scarnificato e pieno di luce. Appare sulle superfici neutre e maschili con trame fatti di capelli decolorati che formano disegni, chevròn e fiori, con applicazioni di perle arcobaleno, cristalli di rocca, swarovski.

Massimiliano, quindi, ha compiuto una ricerca antropologica e sociologica sul concetto di segreto esoterico nell’abbigliamentoIl suo approccio all’abbigliamento è culturale. Le sue rotte di esplorazione si sono mosse dallo studio dei rituali pagani antichi, dalle orge rituali dionisiache ai miti luciferini e dianici; dalle grazie di  Endimione, al concetto di erotico sacro di Pan, al travestitismo rituale antico. In ambito rituale l’abito è lo strumento della possessione. Possiede il corpo dell’iniziato per arrivare all’ anima dislocandola in uno stato alterato di coscienza come i travestimenti delle baccanti nelle feste dionisiache.

Le applicazioni di capelli finti si muovono come un’aura luminosa mentre i capi sfilano. Appare una texture definita e confusa al tempo stesso. Etereo, luminoso, un effetto di certo voluto, poetico e ricercato.

 

I papillon laccati di squame d’oro e pasta di quarzo, i bottoni vitrei e trasparenti delle camicie, le macro maschere con un ricamo sulla pelle, le classiche inglesi maschili gold, sottopantaloncini spalmati. Massimiliano gioca sui dettagli maschili e riferimenti occulti alterando lo styling, colmandolo di androginia. Un’eleganza definita, un’armonia stilistica matura ma versatile e in evoluzione.

 

bozzetti di Massimiliano Zumbo

 

 

Riferimenti contemporanei di Massimiliano Zumbo sono la fotografia erotica di efebi del primo novecento di Wilhelm von Gloeden, le opere di Beardsley, la bellezza di Adrej Pejic per Gregory Derkenne, i video di Nick Kinght con la sua esplorazione erotica e la musica di Björk con la sua Pagan Poetry, dove l’erotismo si fa metamorfosi, evoluzione estetica tra i rintocchi gelati di carillon.

 

 

Andrej Pejic fotografato da Grégory Derkenne per Citizen K Magazine

 

Björk – Pagan Poetry

Frontespizio di Aubrey Beardsley a The Comedy of the Rhinegold

Potete trovare Massimiliano Zumbo ai seguenti link:

http://www.massimilianozumbo.com/

Twitter

Facebook

massimilianozumbo@hotmail.com

 

Una versione di questo post è presente a questo indirizzo

http://malesoulmakeup.wordpress.com/2012/06/27/massimilianozumbo/

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Malesoulmakeup

 

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MTV Movie Awards: abiti che ci lasciano perplessi

Jessica Biel in Chanel. Cos’è quello? Un asciugamano di Chanel?

 

Ciara, ok MTV non è Cannes ma la maxi t-shirt è troppo casual

 

 

Christina in Christian Siriano, memorabile solo per il gioco di parole

 

Julianne Hough in un atroce Sally LaPointe Cucù-settete!

 

E quindi? Una Charlize bionda in un vestito di Lanvin rosso? Qui gatta ci cova…

 

Potevi fare di meglio Paris per esempio farci capire di chi è il vestito.

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God save the Queer!

 

Si chiude oggi The Queen Diamond Jubilee che celebra il 60° anniversario dell’ascesa al trono di una delle icone del XX secolo: Elizabeth Alexandra Mary, divenuta Elisabetta II d’Inghilterra il 5 febbraio 1952. Regina del regno Unito, dell’Australia, del Canada, della Nuova Zelanda, di un’altra mezza dozzina di isole ed isolette sparse per i quattro angoli della terra, Elisabetta II d’Inghilterra è capo del Commonwealth, governatrice suprema della Chiesa Anglicana, comandante in capo delle forze armate e signora dell’isola di Man.

Un’icona, insieme a Che Guevara, Marilyn Monroe e Madonna. La sua immagine è citata, riprodotta, ma anche deturpata e ridicolizzata (come si riserva alle Istituzioni). Un oggetto di culto e marketing, non senza averne una certa consapevolezza (il royal merchandising, almeno quello ufficiale, è sempre autorizzato da Buckingham Palace).

Ancora prima di Lady Diana, la Regina è diventata una icona queer, oltre che per i suoi “outfit pantone”, per il suo essere la perfetta incarnazione estetica della placida donnina inglese da sbeffeggiare quando, come in ogni lotta per la diversità che si rispetti, c’è da prendere di mira tutte le qualità tradizionali della codificata differenza di genere e della tradizione. Tutti i rivoluzionari hanno preso di mira le istituzioni a cominciare dal Punk di God Save The Queen dei Sex Pistols alla parodia del discorso di Capodanno alla Nazione da parte dei Gorillaz nel 2005.

Andrej Pejic

Si dice che Elisabetta II sia moralista e conservatrice: impedì alla sorella Margaret di sposare un uomo divorziato, e per anni si è rifiutata di acconsentire alla relazione di suo figlio, il principe Carlo, con Camilla Parker-Bowles, duchessa di Cornovaglia, accettata di fatto solo dopo il loro recente matrimonio. Eppure nel 2010 ha ratificato il cosiddetto Equality Bill tutelando unioni di fatto (civil partnerships) e diritti delle persone transgender. In Italia sarebbe così se il Parlamento approvasse una legge sull’eguaglianza dei diritti delle famiglie gay e il Papa si dicesse d’accordo (ricordo che Elisabetta è Capo Supremo della Chiesa Anglicana).

Non possiamo che festeggiare un giubileo queer come il suo, il “Giubileo di Diamante” urlando God save the QueeR!

 

Rainbow QueeN

 

Queen Elizabeth II by Karl Lagerfeld

 

God save The Queen Freddie Mercury

 

Un uomo per Regina

 

Pink!

 

Queen Pantone

 

Jack goes Pink

 

Queen Surfer

 

Straight up street Queen

 

Bye Bye

 

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La moda omaggia Marilyn, sempre. Buon Compleanno bionda.

Madonna

La prima ad imitarla, in tempi recenti, fu Madonna. La prima ad ispirarsi al suo look esplosivo amplificato dal suo essere divenuta un’icona pop riprodotta su centinaia di poster, magliette, tazze, quaderni e qualunque altro gadget o accessorio o complemento d’arredo vi venga in mente dalle stampe di Warhol in poi. Quando i tempi sono maturati e i fashion editorials sono diventati un mezzo quasi “cinematografico” di raccontare una storia, un clima, uno stile, un modo di essere, Marylin, la bionda per eccellenza, è diventata la principale fonte di ispirazione per i servizi di moda.

Per il suo essere provocante, turgida, ammiccante. Marylin è l’icona dell’ormai trascorso XX secolo che viene proiettata ancora sul secolo nuovo. La prima donna la cui immagine viene ancora utilizzata o alla cui immagine ci si ispira  ancora per comunicare la potenza sessuale delle donne. Che sia un bene o una male questo non è dato dirlo, soprattutto in questa sede. Questo è solo un omaggio a Marilyn attraverso una parte ridottissima di tutti coloro che l’hanno omaggiata sulle riviste patinate. Buon compleanno Marilyn!

Kate Upton

 

Emma Jonsson in the Stockholm Fashion Week Magazine

Abbey Lee Kershaw, Vogue UK

Guess Fall 2011 Campaign

Gwen Stefani su InStyle Novembre 2011

 

Lindsay Lohan su LOVE Magazine

 

Su Madame Figaro (Maggio 2012) Milla Jovovich

 

Massada Eyewear SS11 Photo Campaign

 

Su Max, Amber Heard

 

Scarlett Johansson nella Campagna di Dolce & Gabbana, 2010

 

The Used Magazine, Suzie Kennedy

 

Wonderland Magazine, 'Dior' Editorial con Alys Hale

 

Anche il mondo Queer omaggia la bionda con eccellenza impersonata dal più famoso modello androgino: Andrej Pejic

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styled by Patricia Field

 

Cristina Aguilera decisamente ha preso ispirazione da Marilyn

 

Daphne Groeneveld in Vogue Korea aprile 2012

 

Michelle Williams, esce proprio oggi il film da lei interpretato: My Week with Marilyn

 

Drew Barrymore

 

Lindsay Lohan

 

Lindsay Lohan

 

Lindsay Lohan in scatti che riproducono l'ultimo servizio di Marilyn fotografata da Bernard Stern

 

Nicole Kidman

 

Lady Gaga, video shot.

 

Chloe Sevigny

 

e lei

 

Marilyn Monroe

 

 

 

 

 

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La moda di corsa verso le Olimpiadi

Le olimpiadi di Londra (non quelle che prevedono la corsa con il sacchetto in Oxford Street) sono alle porte ed i magazines di Moda si adeguano. Lo sporty chic è uno degli stili che, nati per la strada (adesso si chiamerebbe street style o street fashion, ciò che ha fatto la fortuna di fashion blogger e instagram) negli anni ’80, permetterebbe di coniugare capi sportivi con tacchi alti o scarpe da ginnastica con vestiti da sera. Per quanto mi riguarda ha solo creato aberrazioni come le scarpe da ginnastica con il tacco, la Sporty Spice ed un esercito di ragazzine con slogan glitter sul popo’ delle tute. By the way, le foto che seguono sono veramente belle, soprattutto Natalia Vodianova che impersona una ginnasta russa, come nei gloriosi Eighties.

 

Natalia Vodianova fotografata da Cuneyt Akeroglu su Vogue Russia

 

 

Karlie Kloss fotografata da Annie Leibovitz per Vogue America

 

Karlie Kloss fotografata da Annie Leibovitz per Vogue America

 

Gli atleti Jodie Williams & Louise Hazel fotografati da Peter Lindbergh per British Vogue

 

 

Britt Maren fotografata da Greg Lotus per Vogue Russia

 

Liberty Ross fotografata da Matt Irwin per Elle

 

 

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Tom Cruise e la sindrome di Johnny Depp

Tom Cruise, Abbey Lee Kershaw ed Edita Vilkeviciute, ph. Mario Sorrenti

 

Per il suo nuovo ruolo nel film Rock of Ages diretto da Adam Shankman, adattamento cinematografico dell’ omonimo musical rock di Brodway, Tom Cruise ha preso spunto da Johnny Depp che fece, con il suo look ne I Pirati dei Caraibi, la fortuna dell’eyeliner di Keith Richards. Insomma, una serie di cinquantenni e più che sembrano tutti usciti fuori di senno.  Se non fosse una “finzione” dovremmo preoccuparci di questa nuova ondata di inquietudine del cinquantenne in versione rock’n’roll.

La foto è la Cover di Giugno di W Magazine. Fashion Editor/Stylist: Arianne Philips; modelle: Abbey Lee Kershaw ed Edita Vilkeviciute; fotografo: Mario Sorrenti.

 

Di seguito un Johnny Depp ispiratore:

 

Johnny Deepp... ly truccato. VF America, Dicembre 2010

 

Maggio 2007, il sodalizio.

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Lady Gaga e Re Giorgio nuovamente insieme.

Giorgio Armani e Lady Gaga hanno nuovamente fatto comunella (la prima volta fu per i Grammy nel 2010 e altre occasioni, tra le quali il Monster Ball): gli outfits creati da Re Giorgio per il Born This Way Ball tour, che partirà da Seoul il 27 Aprile prossimo, sono futuristici, e anche un po’ cartoon (a me ricordano un sacco Jem e le Holograms) sia nelle forme che nei materiali: latex,  PVC, borchie e metallo. Come si vede chiaramente nei bozzetti, in anteprima:

Corpetto nero composto di elementi tubolari in PVC collegati da borchie di metallo, inserti in metallo a specchio che definiscono una silhouette curvilinea.

Giorgio Armani per Lady Gaga Born This way Ball Tour 2012

Corpetto in PVC lucido e nero  e stivaletti ricamati. Spalle delineate da punte taglienti, cristalli Swarovski neri e frange:

Plexiglas trasparente, cristalli neri e borchie luminose creano una composizione “cubista” di chitarre con un copricapo a forma di tastiera. Stivali in vinile nero, ovviamente:

Tunica con un triangolo (segnaletico?) di Pvc a decorare la parte anteriore fino al copricapo:

 

 

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Linda’s back (stage)! Chanel Eyewear S/S 2012

Linda Evangelista, una delle punte della “Trinità”, insieme appunto a Christy Turlington e Naomi Campbell, che negli anni ’90 ha calcato le passerelle mondiali e hanno dato vita al “Sistema” top model è tornata, scelta da Karl Lagerfeld a rappresentare Chanel. Linda Evangelista, di chiare origini italiane, è stata sulla cover di oltre 600 magazines e detiene il record di copertine su Vogue Italia. E’ stata la musa di Steven Meisel per anni e Peter Lindbergh.  E’ sua la famosa frase: “Noi [top model] non ci alziamo dal letto per meno di 10,000$ al giorno” nell’intervista a Vogue condotta da Jonathan van Meter nel 1990.

Volto di L’Oreal Paris con contratto pluri-annuale e della campagna di Prada dell’autunno 2008, i soldi non sono stati e non saranno mai un problema per lei dopo l’assegno ricevuto da François-Henri Pinault dal quale ha ottenuto il riconoscimento della paternità del figlio Augustin e dopo il contratto con Chanel  per la prossima e imminente estate.

Gossip a parte, Linda’s Back! Godiamocela nel back stage della campagna Chanel:

Linda Evangelista per Chanel Eyewear Spring Summer 2012

 

 

 

E qui, di seguito, nella foto che vedremo su tutte le riviste, una foto molto anni ’90 (dall’acconciatura, ai colori, al logo Chanel sovra-impresso su un semplice lupetto nero) e non a caso direi:

 

Linda Evangelista per Chanel Eyewear Spring Summer 2012

 

 

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